STRETTA LA FOGLIA LARGA LA VIA

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E' stato un pomeriggio significativo, intenso, pieno di emozioni, passioni e ricordi quello trascorso sabato 6 giugno nell'aula magna dell'Istituto comprensivo Statale di Curinga in occasione della presentazione del volume "Stretta la foglia larga la via. La cultura orale di una comunità calabrese", una raccolta di testi narrativi della tradizione orale di Curinga. La raccolta, effettuata dalla Scuola Media "G.Marconi" e coordinata dai professori Sebastiano Augruso, Giovambattista Calvieri, Palma De Vita, Pietro Monteleone, comprende e ripropone integralmente

leggende, fiabe, favole, racconti, storie di vita recuperati in un arco di tempo molto lungo (circa trent'anni) all'interno di un progetto didattico finalizzato alla conoscenza del territorio e alla piena valorizzazione dei beni culturali che ha visto al lavoro, nei diversi anni, una quindicina di classi impegnate in un minuzioso e continuo lavorio di trascrizione, catalogazione, traduzione di racconti riferiti da un centinaio di informatori tra genitori, nonni, amici. E questa pubblicazione, che giunge a più di vent'anni dalla pubblicazione "L'acqua di Gangà. La cultura orale di una comunità calabrese" (1990), che costituiva la prima significativa pubblicazione dei risultati di quell'attività didattica, può esserne considerata il seguito se non il completamento in quanto animata dagli stessi principi e coordinata secondo gli stessi criteri. Una pubblicazione che inorgoglisce la comunità di Curinga e soprattutto la Dirigente scolastica, prof.ssa Natalia Majello, che, nell'aprire i lavori, ha sottolineato, dapprima, come quell' attenzione alla cultura del territorio, che ha dato origine alle diverse pubblicazioni riconosciute per il loro valore anche al di fuori dell'ambito locale, ancora oggi è parte fondante della scuola, per poi ribadire il monito, la sfida che quest'ultima pubblicazione come le precedenti lancia, ovvero il recupero della propria identità culturale. Una sfida ben sottolineata negli interventi dei relatori presenti, Vito Teti, ordinario di Etnologia presso l'Università della Calabria e l'avvocato Francesco Tassone, editore della Casa EditriceQualecultura, legati a Curinga da frequentazioni culturali ma soprattutto da rapporti di stima ed amicizia. La pubblicazione che è una ricerca minuziosa delle nostre radici e della nostra storia deve spronarci "... al recupero della nostra identità culturale, a quell'unità che si contrappone vistosamente alla frantumazione, alla disgregazione, alla non conoscenza del proprio territorio che caratterizzano sempre più la società odierna e che stanno portando verso una certa omologazione culturale. Per nutrire la speranza di cambiare il mondo, si deve iniziare dalla conoscenza della propria comunità". E certamente il pensiero non può non andare al prof. Sebastiano Augruso, prematuramente scomparso, che è stato l'anima e il promotore di tutto il lavoro di ricerca, a cui si è fatto riferimento, quella ricerca rigorosa, metodica, razionale che è alla base di tutte le pubblicazioni, compresa quest'ultima, in cui dunque non può non ravvisarsi la sua presenza. Una ricerca dettata dal bisogno di recuperare la propria memoria per ricomporre la propria identità, visto lo smarrimento delle moderne società, "... smarrimento causato dalle trasformazioni economiche ma soprattutto sociali e culturali per la perdita del ruolo aggregante della famiglia e dei corpi intermedi e della stessa chiesa e per la perdita di valori e tradizioni e il dilatare di modelli valoriali e comportamenti globalizzati".

E a Sebastiano Augruso, la scuola, dove egli, nonostante le altre opportunità che avrebbe potuto cogliere, ha scelto di restare e di mettere al servizio della comunità la sua intelligenza, la sua cultura profonda e raffinata, la sua umanità, la sua fede religiosa, ha intestato la biblioteca della quale fu creatore e sensibile curatore.

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