SEMINARIO UNICEF

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Lunedi 31 marzo 2014 nell'Aula Magna dell'Istituto Comprensivo di Curinga si è svolto il seminario d'aggiornamento e formazione sul tema "Verso una scuola amica dei bambini e dei ragazzi", finalizzato alla divulgazione e promozione del Programma e del Progetto Pilota
Unicef, al quale, oltre a diversi docenti delle scuole del comprensorio, hanno partecipato anche gruppi di alunni della scuola media di Curinga.

 

"Verso una scuola amica dei bambini e dei ragazzi" è un Programma dell'UNICEF Internazionale che tende a realizzare una scuola in cui la Convenzione sui
Diritti dell'infanzia e dell'adolescenza sia conosciuta nei suoi contenuti, ma soprattutto sia attuata e vissuta, rendendo i bambini e i ragazzi protagonisti della loro vita scolastica e del
loro apprendimento. E il Progetto Pilota, elaborato all'interno di questo Programma
dal MIUR e dall'UNICEF ITALIA per promuovere la conoscenza e l'attuazione della
Convenzione, mira appunto ad attivare tutti quei processi e quelle strategie necessarie a rendere la scuola "a misura" dei bambini e dei ragazzi, cioè il luogo in cui i loro diritti siano concretamente realizzati. E la dirigente scolastica, prof. Natalia Majello, aprendo i lavori, dopo i saluti e i ringraziamenti di rito, ha illustrato in maniera chiara ed esaustiva il Progetto in ogni suo punto, soffermandosi su cosa significa tradurre e contestualizzare i diritti dei bambini e degli adolescenti nel contesto scolastico, non senza prima sottolineare quanto sia importante la sinergia tra Scuola e Unicef per costruire un percorso educativo che veda al centro il minore con i suoi diritti, principale obiettivo del Programma. Nel suo intervento ha preso le mosse dalla Convenzione che, approvata dall'Assemblea Generale dell'ONU il 20 novembre 1989 e successivamente ratificata dalla quasi totalità degli Stati Membri (ad oggi 194 ) e dall'Italia nel 1991 con la legge n.176, è il punto di riferimento e di guida prioritario dell'Unicef nell'orientare la sua azione per poi soffermarsi sui suoi quattro principi fondamentali: la non discriminazione; il superiore interesse del bambino/adolescente; il diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo; l'ascolto delle opinioni del minore in tutti i processi decisionali che lo riguardano e il dovere per gli adulti di tenerne in adeguata considerazione le opinioni. E proprio la partecipazione dei bambini e dei ragazzi ai processi decisionali e alle attività scolastiche è il fulcro di una scuola che può essere considerata "amica". La scuola rappresenta, da sempre, il luogo privilegiato in cui i bambini e gli adolescenti apprendono, si incontrano, scambiano esperienze, insomma il luogo dove trascorrono la maggior parte del loro tempo. E "una scuola amica" è una scuola che accoglie le differenze, che favorisce la partecipazione attiva di bambini e ragazzi e ne prende in
considerazione le loro opinioni, affinché non siano destinatari passivi ma protagonisti del loro processo di apprendimento. Il Dirigente è poi passata ad illustrare il percorso dei Nove Passi, ossia le tappe necessarie da intraprendere per contestualizzare e tradurre nel contesto scolastico i diritti dei bambini e degli adolescenti, così da avere una scuola che riconosca i suoi alunni quali reali soggetti di diritto, esemplificando ciascun passo in azioni e attività misurabili. I primi sette passi traducono i diritti dell'infanzia nella realtà scolastica e il primo passo è Accoglienza e qualità delle relazioni, vale a dire accoglienza delle differenze e pratica della solidarietà. I passi successivi portano a riconoscere gli alunni quali soggetti di diritto, ossia i veri protagonisti del processo di apprendimento: Partecipazione attiva (passo 2) , Protagonismo dei bambini/ragazzi (passo 3), ossia rispetto dei tempi dell'apprendimento;
Spazio a misura di bambino/ adolescente (passo 4); Patto formativo con le famiglie (passo 5),ossia condivisione di percorsi e intenti per la crescita del bambino/adolescente; Rapporto con la realtà esterna ( passo 6) ; Capacità di progettare della scuola ( passo 7) . Gli ulteriori due passi presi in considerazione, poi, non riguardano direttamente l'esperienza vissuta da bambini e adolescenti, ma riguardano la verifica dello stato di attuazione del
protocollo della scuola amica ( punto 8) e il rapporto annuale sulla condizione dell'infanzia nella "scuola amica" (passo 9).

E' stata poi la volta del prof. Calabretta, membro del Comitato Unicef Catanzaro, che ha dapprima ringraziato il Dirigente per la disponibilità mostrata in questa come in altre occasioni, nell'accogliere iniziative di grande valore formativo. Poi, dopo aver rimarcato la completezza e l'esaustività del suo intervento, ha parlato del rispetto di cui ha diritto il bambino e dei diritti negati ancora in tante, troppe parti del mondo. Attraverso un Power point ha poi illustrato i nove passi che traducono i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza nelle realtà scolastiche.

Ultimi per successione sono stati gli
interventi del giurista Ivan Valia e della dottoressa Michela Galuppo.

Il giurista Ivan Valia, dell'Università Magna Grecia di Catanzaro, ha trattato in particolare gli art. 28-29 della Convenzione internazionale sui diritti dei minori: il diritto del
minore all'educazione e sue finalità. E ricollegandosi al Programma "Verso una scuola amica" ha sottolineato che l'obiettivo fondamentale è quello di far stare meglio i bambini a scuola e "stare meglio" significa incontrare l'altro ed insieme partecipare. 

La dott.ssa Michela Galuppo si è soffermata sull'art. 6 della convenzione: il diritto alla vita. Nel suo intervento ha ricordato che ci sono bambini che non vivono ma sopravvivono e lo scopo dell'Unicef è quello di migliorare le loro condizioni di vita. Poi, riferendosi all'art. 12, ha puntualizzato che anche i bambini hanno il diritto di esprimere la propria opinione, di far sentire la propria voce e di essere ascoltati.

Con l'auspicio che la nostra scuola diventi una "Scuola amica dei bambini e dei ragazzi", facciamo nostra la consapevolezza che è necessario l'intervento e la collaborazione di tutte le agenzie educative operanti sul territorio affinchè ciò diventi un atto sostanziale.