OMAGGIO A SAVERIO STRATI

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"... vi invito a nutrire la speranza in un futuro migliore, una speranza che sicuramente avrà buoni frutti solo se continuerete a leggere, ad impegnarvi, a faticare come in altri contesti e altri tempi ha saputo fare Strati". Questo è l'auspicio e il monito che Vito Teti, ordinario di Etnologia all'Università della Calabria, ha rivolto agli alunni della Scuola Secondaria dell'Istituto Comprensivo Statale di Curinga nel corso di un incontro organizzato dalla Scuola e curato dal prof. Pietro Monteleone per discorrere di Saverio Strati e del romanzo "Tibi e Tascia" che,

 a dire del prof. Teti, può essere considerato uno dei più belli della seconda metà del secolo scorso. E ascoltare e confrontarsi con chi lo conosceva personalmente, con chi ne era amico, ne condivideva le riflessioni e ne aveva apprezzato e difeso la grandezza e il valore è stato quasi come interloquire con lo stesso Strati, che proprio nella stessa aula nel 1988, come ricordato dal prof. Monteleone, aveva incontrato gli alunni della Scuola Media.

"Tibi e Tascia", il racconto largamente autobiografico di un'amicizia tra due adolescenti uguali eppur diversi, è stato letto e studiato con intensità e passione dagli alunni i quali, incuriositi e per certi versi stupiti e prontamente sollecitati dagli insegnanti, hanno organizzato le loro impressioni, sensazioni ed emozioni in riflessioni e comparazioni tra ieri e oggi, lavori che sono stati socializzati nel corso dell'incontro. L'attenzione dei ragazzi è caduta sul tipo di vita che i loro coetanei conducevano a quel tempo, sugli interessi che avevano, ponendo l'accento sul desiderio di sapere, sull'amore per la cultura, sul senso di responsabilità e sulla speranza di cambiare e migliorare la propria esistenza, elementi rintracciati soprattutto nel personaggio di Tibi. Il prof. Teti, partendo dalle considerazioni degli alunni valutate precise, puntuali e complete, ha sottolineato la peculiarità e la grandezza di Strati "...un intellettuale che se ne va, ma resta ancorato alla sua terra d'origine... Strati è sia Tibi, colui che ama la cultura, il sapere, colui che se ne va per cambiare vita, ma anche Tascia, colei che resta, che è legata alla sua terra d'origine, verso cui proverà sempre un profondo attaccamento ". Un attaccamento che, come sottolineato dalla Dirigente Scolastica, prof.ssa Natalia Majello, resta la sua fonte di ispirazione: tutte le sue opere raccontano della Calabria, una Calabria piena di laboriosità e valori ma anche debolezze e contraddizioni. Eppure, come sottolineato dal prof. Monteleone e ribadito dal prof. Teti, Strati cade nel dimenticatoio vuoi per problemi editoriali vuoi per mode letterarie, che condizionano il gusto del pubblico. E la laurea Honoris Causa conferitagli dall'Università della Calabria ha avuto il valore di un risarcimento, un riconoscimento del valore letterario linguistico e stilistico delle sue opere e della sua grandezza, che varca i confini regionali. E lo stesso Teti ha riconosciuto come lo stesso lavoro svolto dalla scuola ha il sapore di un risarcimento per ciò che Strati è stato, ma anche un'operazione che gli alunni hanno realizzato su loro stessi, sulla loro identità, storia e tradizioni. Per concludere con le parole della dirigente, "... omaggiando Saverio Strati, abbiamo scritto un'altra pagina nel solco della tradizione..."

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